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Elizabeth Allen Il
peggio è passato
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“Il peggio è passato”. Quante volte ciò è stato detto dall’11 settembre 2001, giorno in cui noi tutti siamo stati brutalmente svegliati dal nostro sonno, solido sonno di chi è stato cullato con soavi sogni di sicurezza e di prosperità. Sonno di chi vive nella più sicura, nella più potente nazione del mondo. Martedì mattina, il gentile suono di “Buon giorno, America !” ha ceduto il posto alle grida di “Svegliati, America ! Guarda l’odio che inspiri !” Perché noi li abbiamo creduti. Noi a cui è stato sempre detto che eravamo i più grandi, i più forti, i più coraggiosi, i più giusti. Noi li abbiamo creduti. Ogni mattina, all’unisono posavamo le nostre mani sui nostri cuori e giuravamo fedeltà alla nostra graziosa bandierina. C’era un posto per il dubbio ? C’è posto per il dubbio ora ? I giornalisti televisivi del mondo intero sono stati senza dubbio i primi a constatare l’ironia dell’orrore che abbiamo visto scatenarsi sotto i nostri occhi, minuto dopo minuto. La tragica ironia del Dottor Frankestein. L’America sotto attacco. Quante scene di questo tipo abbiamo sorbito passivamente per anni ? Quanti dirottamenti aerei, ostaggi, bombe, sparatorie da parte di terroristi di fiction ? Quanti cattivi virtuali ? Quanti brave persone la cui vita quotidiana è sconvolta improvvisamente da un’impensabile disastro ? Quanti eroi immaginari che sacrificano le loro vite per salvare delle vittime innocenti ? Giusto quanto basta per credere durante una frazione di secondo che ciò che stavamo vedendo non poteva essere vero. |
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Le ceneri del World Trade Center non avevano ancora cominciato a cadere che le équipes televisive già reclamavano la trasformazione dell’avvenimento in successo hollywoodiano, impacchettandolo con termini che gli Americani potessero comprendere. Il Bene contro il Male. Eroi e Assassini. Eravamo tutti fin troppo preparati ad accettare il nemico a cui hanno imputato la responsabilità delle nostre sofferenze. Dopo tutto, non siamo stati abituati ad aspettarne uno ? Il più temibile nemico è quello che adopera contro di noi le nostre stesse paure e fantasie. Fin dai suoi albori, il cinema ha avuto un ruolo nella guerra. È un mezzo per comunicare direttamente con le masse tramite il divertimento, ci dà il sentimento condividere le esperienze con persone che non abbiamo mai incontrato. Instilla in noi il suo giudizio su ciò che è bene e ciò che è male, ciò in cui possiamo avere fiducia e ciò di cui dobbiamo diffidare e ci permette di fantasticare a proposito di come ci saremmo comportati nella stessa situazione dei protagonisti. Probabilmente è il più potente strumento di creazione di un immaginario collettivo. Può diventare più reale della vita vera. |
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Personalmente non mi aspettavo qualcosa di una simile portata prima di dieci o vent’anni. La maggior parte delle produzioni fantascientifiche iniziano dopo questo secolo, quando la distruzione di massa ha sterminato l’umanità intera, salvo Kevin Kostner o Mel Gibson, qualche orfanello vestito di stracci e le Statue della libertà crollate o sprofondate (questo nel caso in cui, naturalmente, Bruce Willis, Will Smith o James Bond non siano venuti prima a salvarci. E non fraintendermi Mel, Ho adorato Mad Max). Ma ora che è successo... La fantascienza fa emergere le falle tenebrose della coscienza umana e ci mostra ciò che si cela al suo interno. Ci sprona a immaginare un mondo al di là di quello che conosciamo. Crea delle società con regole fabbricate dall’uomo, entro i limiti delle possibilità umane. Spinge la cattiveria degli atti umani fino alle sue estreme conseguenze. Ci permette di immaginare ciò che potrebbe succedere se... Avremo paura ora di chiederci : “cosa potrebbe succedere se..” ? |
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Ora c’è una sorta di moratoria ufficiosa sui film catastrofici di Hollywood, specialmente quelli relativi ai dirottamenti aerei terroristici. Hollywood si rende forse conto di aver venduto tutte le sue migliori idee ai cattivi ? In questi ultimi giorni la “guerra contro il terrorismo” ha assunto una nuova recluta. Dopo la loro divinizzazione riuscita degli attacchi dell’11 settembre e nel bel mezzo degli attacchi batteriologici, gli sceneggiatori e i registi hollywoodiani sono stati chiamati a servire il loro paese aiutando gli agenti federali a immaginare con quali altri mezzi il “nemico” può cercare di distruggerci. Così il cerchio si chiude.. |
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