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ViaLibre5 à la rencontre d'univers en liberté |
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Maria Cristina Mastrangeli Teatro militante? E se vi dicessi che ci credo? |
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Perché faccio del Teatro? |
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Altrimenti perché m'intestardirei a cercare di diventare ricca con un'attività
così poco lucrativa? E non cercate di convincermi del contrario. Vero è che
mi ci guadagno da vivere da molto tempo, ma suvvia, consentitemi che avessi
investito le stesse energie in una start-up o più modestamente in una pizzeria,
di certo il mio banchiere (quello di prima o un altro, fa lo stesso) mi saluterebbe
con più deferenza. |
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E non ditemi: "Perché mi ci diverto più che in ogni altra attività". Anche qui tendo a non credervi. Non sono un San Sebastiano della scena, ma spesso si lavora in condizioni difficili. Mi sento spesso soddisfatta. Divertita? Non saprei. Comunque sia, se sei un ragazzo giovane e commestibile, posso mostrarti altre attività più divertenti. |
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Perché fate del Teatro se non credete che possa cambiare il mondo in meglio;
che seppur non può dare risposte univoche al nostro mondo -che è, per fortuna,
multi-tutto- possa almeno formulare le domande giuste, posare gli interrogativi
fondamentali per il futuro; che se non può avere una funzione catartica nel
nostro mondo frammentato, possa almeno risvegliare le coscienze. |
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Caro lettore, com'era d'uopo dire nei romanzi d'altri tempi, se sei arrivato fin qui, avrai un'idea di ferro su di me. Qualunque cosa io possa dire sul mio percorso di certo non cambierà la tua opinione di una virgola. Ma resto un'ottimista incorreggibile: spero sempre (da brava catto-comunista che resto malgrado tutto) in un'illuminazione in estremis dopo una buona autocritica. |
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Il mio lavoro di attrice, che ho avuto la fortuna di cominciare giovane e in
condizioni estremamente privilegiate, non mi è mai bastato. Ho portato storie
su "Hiroshima" e sulle "derive del neoliberalismo" nelle
discoteche; ho insegnato teatro nel carcere minorile di Roma; mi sono confrontata
con dei testi teatrali contemporanei che volevano aprire una breccia nei nostri
cervelli impastati di moda e consumismo nei dorati anni '80. |
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Vi offro, in tutta incoscienza, il suo manifesto: |
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Nei suoi spettacoli l'Octogone cerca di rendere visibile il percorso dell'attore e di ricondurlo a delle tematiche che veicolino una presa sulla vita della polis. |
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Nello spazio pubblico l'esperienza individuale si sostituisce spesso al ragionamento
sociale poiché l'intimità rende impossibile la reale comprensione degli eventi
contemporanei. |
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Da queste scelte fondamentali deriva il desiderio di fare scoprire agli adolescenti
un approccio al teatro che vada oltre il suo aspetto ludico pur utilizzandone
i mezzi. |
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Ma i principi
teatrali sono attesi alla prova della scena. Solo conta, alla fine,
ciò che vi accade e come esso è percepito dal nostro principale interlocutore:
lo spettatore. Spero perciò di accogliervi alle nostre prossime creazioni.
A presto. "Peace and love". (Su, un'ultima ammiccata) |
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Maria
Cristina Mastrangeli nasce a Rome. Dapprima danzatrice, comincia il teatro
di prosa al Teatro di Roma dal 1986 al 1990. In Italia firma delle performances
e delle regie su dei temi d'attualità. Nel 1997 insegna il Metodo Strasberg
alla Scuola Nazionale del Cinema di Cuba. Nel 1998 fonda l'Octogone. Vive
e lavora a Montreuil, nella periferia di Parigi. |
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"Il ragazzino della fotografia" di Agata Tuszynska tel. : (0033)1 43 60 72 81 |
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