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Io del corpo, io della mente :
nessuna differenza

Il punto di partenza é una riflessione sull'identità biologica e l'identità personale, in realtà é una lunga discussione interiore sul concetto di « natura » e di « scienza » . Da sempre questi termini sono stati legati a una visione atemporale, pressoché statica (soprattutto nel caso di natura), prefissata da un'ordine via-via divino o scientifico, ma comunque logocentrico e... maschile nel suo sviluppo.

Solo negli ultimi vent'anni, tutto l'edificio « razionalista », cosi' solido e compiuto, si é trovato in difficoltà con l'irruzione nella scienza del soggetto storico, e della sua capacità di osservare e se stesso e i propri strumenti di ricerca. Da un lato esso é oggetto, predicato, parte della natura, storicizzato, dall'altro la sua implicazione, in carne e ossa, costringe a ridefinire ampliandoli i parametri della stessa scientificità... e la finalità biologica. Il determinismo, tanto caro ai positivisti, che vuole schiacciare la donna e la sua « identità biologica » sulla riproduzione, é la porta aperta su concezioni sovente re1azionarie e limitative, creatrici di ingiustizie sociali.

Le critiche classiche del finalismo sono sostanzialmente due: la dimostrazione che la scienza stessa é storicamente modificazione immanente della « natura » e della « scienza », o sostenere la superiorità della mente sul corpo e i suoi fini, percorrendo l'opposizione mente-corpo, che nega qualsiasi importanza al secondo termine. Il nuovo femminismo ha trovato una terza via, che si apre su nuove nozioni di « corpo » e di « biologico ». Il passaggio fondamentale è la negazione della cesura mente-corpo. Partendo dalla soggettività femminile, dal rapporto tra le donne e la loro biologia, dal « gender » come definizione si arriva a una nuova concezione della categoria di umano e di corpo: il soggetto non é più un mero concetto filosofico, ma si incarna, il corpo non é più unico e generale, ma diventa i « corpi », molteplici nella carne. Il corpo non é né un'essenza fissa, né un dato naturale, né materia ordinata secondo/e per certi fini, quindi destino inevitabile, né puro costrutto sociale, ma é invece « una soglia, un'interfaccia, un campo di intersezione di forze materiali e simboliche » (Braidotti). Il corpo é una superfice dove molteplicità, come razza, sesso, classe, età, si inscrive, é una costruzione liguistica, che capitalizza le energie di una natura eterogenea, discontinua e inconscia. Il soggetto « incarnato » contiene i codici genetici, storici, culturali immanenti che lo fanno linguaggio, il più alto punto di comunicazione. E' il soggetto scisso, non coincidente con la sua coscienza, é il peso del corporeo sulla soggettività, quello della sessualità nella definizione del soggetto, é il ruolo del desiderio inconscio. Il corpo come epicentro del linguaggio diventa il complesso gioco di forze sociali e simboliche: il soggetto incarnato é un termine in processo di forze che si intersecano, di variabili spazio temporali, che sono caratterizzate dalla loro mobilità quasi nomade, dalla loro intercambiabilità e natura transitoria... questo corpo ci appartiene per il momento, ma esso é mutevole... qual piuma al vento

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