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| Io
del corpo, io della mente : nessuna differenza
Le critiche
classiche del finalismo sono sostanzialmente due: la dimostrazione che
la scienza stessa é storicamente modificazione immanente della
« natura » e della « scienza », o sostenere la
superiorità della mente sul corpo e i suoi fini, percorrendo l'opposizione
mente-corpo, che nega qualsiasi importanza al secondo termine. Il nuovo
femminismo ha trovato una terza via, che si apre su nuove nozioni di «
corpo » e di « biologico ». Il
passaggio fondamentale è la negazione della cesura mente-corpo.
Partendo dalla soggettività femminile, dal rapporto tra le donne
e la loro biologia, dal « gender » come definizione si arriva
a una nuova concezione della categoria di umano e di corpo: il soggetto
non é più un mero concetto filosofico, ma si incarna, il
corpo non é più unico e generale, ma diventa i « corpi
», molteplici nella carne. Il corpo non é né un'essenza
fissa, né un dato naturale, né materia ordinata secondo/e
per certi fini, quindi destino inevitabile, né puro costrutto sociale,
ma é invece « una soglia, un'interfaccia, un campo di intersezione
di forze materiali e simboliche » (Braidotti). Il
corpo é una superfice dove molteplicità, come razza, sesso,
classe, età, si inscrive, é una costruzione liguistica,
che capitalizza le energie di una natura eterogenea, discontinua e inconscia.
Il soggetto « incarnato » contiene i codici genetici, storici,
culturali immanenti che lo fanno linguaggio, il più alto punto
di comunicazione. E' il soggetto scisso, non coincidente con la sua coscienza,
é il peso del corporeo sulla soggettività, quello della
sessualità nella definizione del soggetto, é il ruolo del
desiderio inconscio. Il
corpo come epicentro del linguaggio diventa il complesso gioco di forze
sociali e simboliche: il soggetto incarnato é un termine in processo
di forze che si intersecano, di variabili spazio temporali, che sono caratterizzate
dalla loro mobilità quasi nomade, dalla loro intercambiabilità
e natura transitoria... questo corpo ci appartiene per il momento, ma
esso é mutevole... qual piuma al vento
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