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ViaLibre5 à la rencontre d'univers en liberté |
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Editoriale
del n° 9, di Roberto Silvi |
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DIETRO
LO SCHERMO
La luce si spegne.. Nella sala si scambiano le ultime parole. Il silenzio pian piano si diffonde. Poi una musica assordante per un attimo ci stordisce. Un fascio di luce trasporta le immagini dalla pellicola su di un candido lenzuolo. Sprofondiamo nella poltrona, eccitati al pensiero delle emozioni che, ancora una volta, ci meraviglieranno. Lo spettacolo comincia. |
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E' questa materialità immateriale, questa realtà irreale delle immagini filmiche a spingere tanti illusionisti della fine del XIX secolo, specializzati nella ricerca di ogni mezzo che gli permettesse di trarre in inganno gli spettatori, ad interessarsi alla nuova tecnica cinematografica. La mostra su Georges Méliès, che si tiene alla Fondation Electra fino al mese di settembre, ci parla appunto del più grande di questi pionieri dei film di finzione e ad essa dedico un'intervista realizzata con uno dei suoi organizzatori, Laurent Mannoni, e qualche altro articolo. Dai suoi primi inizi ad oggi la produzione di immagini ha raggiunto, tuttavia, livelli elaboratissimi. I nuovi maghi, i registi di cinema, per inventarle ricorrono a tecniche sempre più avanzate. |
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Ed
è interessante aggirarsi tra gli oggetti che sono stati necessari per
organizzare i primi trucchi, evoluti così tanto nel tempo per soddisfare
le esigenze della creazione e che, a loro volta, hanno tanto contribuito
a modificare la produzione di nuove realtà. Le sceneggiature ben articolate sono un supporto importante e necessario nella costruzione di un film, come uno scheletro di un corpo da costruire. E questo nei film di finzione come in quelli documentari, in cui la testimonianza prende il posto del testo inventato. In questo numero di Vialibre, vorrei gettare uno sguardo dietro lo schermo per mettere a fuoco una parte, credo la principale, nel grande laboratorio di un film: la complicità esistente tra parola e immagine. |
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