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Entrevue avec Oumou Sangare (Mali)
n° 7. Mai 2002.

Oumou Sangare,
la grande voce peul del Mali

Oumou Sangare è stata la prima delle cantanti maliane a aver raggiunto la celebrità internazionale. Le sue vendite in Africa occidentale non si contano più e i suoi dischi circolano ampiamente fuori dell'Africa tra gli amanti delle musiche del mondo. I suoi concerti son programmati nei grandi festival europei e americani, e il quotidiani parigino "Le Monde" l'ha consacrata "Star des stars".

La sua voce ha una tessiture assai ampia ed è traboccante d'emozioni, capace di salire dai registri acuti ai toni più gravi. Il suo canto disegna arabeschi dagli accenti nostalgici ed evoca le piane verdeggianti del suo Wassulù, auspica il ritorno dei suoi compatrioti che son partiti all'estero.

Noi l'abbiamo incontrata ed Oumou ha risposto alle nostre domande, gentile ed affascinante com'è nel suo stile.

Oumou, parlaci delle tue origini...

Sono nata a Bamako, nel Mali, e sono cresciuta nell'ambiente della gente originaria del Wassulù, la regione dei miei genitori nell'estremo sud del paese. Sono delle persone molto fiere a cui piace vivere insieme e parlare la stessa lingua quando sono fuori del loro paese.

Passiamo alla musica!

Vengo da una famiglia nobile e m'ispiro di una cultura musicale vibrante di motivi melodici e di lirismo poetico. Nei Peul, il senso artistico è innato. Durante il raccolto, i villaggi esplodono di una gioia collettiva. Le donne cantano, e tutti danzano sul ritmo dei tamburi accompagnati dai flauti, dai violini e dalle note piene di languore delle arpe. Secondo l'abitudine ereditata dalla nostra civiltà, che è pastorale, tutti quanti partecipano ai canti e alla musica. Ai Peul piace molto cantare e suonare il flauto quando è in compagnia dei suoi buoi. Per i nobili non ci sono interdetti e possono occuparsi della musica comme gli altri.

Perché ti presenti su scena con una grande zucca nelle mani?

Quando ero piccola, mia nonna Muntené m'ha regalato una zucca per utilizzarla per bere il latte. Si tratta di una tradizione dei Peul ed ho voluto ricordarmi di questo episodio per onorarne la memoria. Ma c'è anche un altro significato: questa zucca rappresenta per me la donna africana, la sua condizionze fatta di gioie e di sofferenze. La zucca riempita di conchiglie, comme la si vede durante i miei concerti, è la stessa zucca che accompagna la giovane sposa alla casa del marito.


Femme dans l'espace sahélien
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DISCHI : "Moussoulou" (Mélodie). "Kosira" e "Worotan" (World Circuit/ Night & Day).
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